Quando leggo un libro, ci sono sempre delle frasi che sento mie, come se riuscissero a toccare le corde del mio violino, come se riflettessero nello specchio una parte di me, magari una che conoscono in pochi e che anch'io cerco di non vedere.
Tuttavia basta poco tempo perchè quelle parole si rimescolino in altri libri, in altre canzoni e in altri discorsi e della loro traccia non resti nemmeno una goccia di memoria.
In questi giorni mentre leggevo l'ultima opera letteraria di Fabio Volo, ho deciso di sottolinearle quelle frasi e di trascriverle qui dove posso ritrovarle all'occorrenza... che meraviglia
<< [...] Tu pensi che le persone incontrate in momenti diversi creino rapporti diversi? >> <<Credo proprio di sì. [...]>>
<<Forse uno dei miei problemi è che non chiedo niente a nessuno, ma ho bisogno di tutti. Ho cercato sempre di non deludere gli altri, di non essere di peso o una preoccupazione. [...]>>
Ci sono persone che non frequento per come mi fanno sentire ogni volta che le rivedo. E' come se mi rubassero l'energia: mi consumano.
Sono stato costretto a essere quello di cui c'era bisogno e non quello che sarei dovuto diventare.
Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. E' una sensazione. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più.
Un uomo che c'è. E' uno sguardo. Uno sguardo dietro a tutto. E' un modo di guardarti in silenzio che significa tutto per me. Significa che c'è.
[...] e mi sono accorto che lei dorme su un fianco in posizione fetale e ne tiene uno tra le ginocchia.
La coscienza di una fine a breve termine lo aveva indotto a dare attenzione a ogni piccolo istante della vita, a ogni piccola emozione. Spesso si vive come se fosse per sempre e ci si dimentica degli attimi.
<< [...] Il problema non è quanto aspetti, ma chi aspetti.>>
Tacere con lei è un'emozione che riempie.
Il mio cane che non c'era più e che mi mancava come fosse una persona. Quando è morto per me è stato come se fosse morto uno di famiglia.
Valeva sempre la frase famosa: "La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade".
Voglio un figlio con Michela perchè lei per me è sempre stata una casa con il tetto di vetro: posso osservare il cielo sentendomi al sicuro.